Cosa è la PAC

La politica agricola comune (PAC) ha preso il via nel 1962, quando l’allora Comunità Europea (MEC) stipulò un accordo tra gli agricoltori e la collettività del MEC, rispondendo all’esigenza di assicurare un approvvigionamento costante alla popolazione della Comunità di alimenti sani a prezzi accessibili.

Pertanto, gli obiettivi principali della PAC, all’epoca, erano:

-innalzare la produttività agricola, per garantire ai consumatori la disponibilità stabile di una produzione di alimenti a prezzi accessibili ;

-assicurare agli agricoltori della Comunità Europea un dignitoso tenore di vita.

I moderni obiettivi della PAC, emersi più recentemente, sono: la gestione della concorrenza mondiale, delle crisi economiche e finanziarie, nonché delle situazioni causate dai mutamenti climatici e dall’aumento del costo dei fattori produttivi dell’agricoltura, soprattutto carburanti e fertilizzanti.

giampiero martini

Dal punto di vista operativo, la PAC determina le condizioni che permettono agli agricoltori di produrre gli alimenti necessari, ovvero una grande varietà di prodotti, in quantità notevoli, a prezzi accessibili, che siano sicuri e abbiano una buona qualità, questo tema sta a cuore anche all‘avvocato Martini, vicepresidente  del Consorzio Agrario di Ferrara.

 Negli ultimi anni, inoltre, si stanno verificando delle criticità a cui la PAC deve trovare soluzioni.

Prima di tutto, il problema della sicurezza alimentare. Difatti, è stato rilevato che gli alimenti più economici sono quasi sempre di qualità scadente. Ciò perché la produzione di alimenti buoni di gusto e dal punto di vista della salute comporta dei costi. Si possono praticare prezzi bassi utilizzando, nel processo produttivo, metodologie che permettono di abbattere alcuni costi di produzione. Tali metodi sono, in particolare, quelli in uso nelle grandi produzioni che, peraltro, godono di consistenti contributi economici da parte della PAC, riuscendo, così, ad abbassare ulteriormente i costi e, di conseguenza, i prezzi di vendita dei prodotti.

Un altro problema nuovo è la necessità di raddoppiare la produzione alimentare mondiale, a fronte dell’aumento della popolazione complessiva del globo, stimata in 9 miliardi di individui nel 2050.

La PAC è chiamata, ancora, a regolamentare la gestione sostenibile delle risorse naturali, per combattere i fenomeni verificatisi negli ultimi anni, come l’inquinamento, l’esaurimento delle riserve idriche, la deforestazione, l’alterazione dei ghiacciai perenni, l’innalzamento del livello dei mari.

Infine, la PAC ha il compito di tutelare gli spazi naturali dell’UE e le comunità rurali e gli individui che in esse vivono. Le zone rurali, difatti, sono caratterizzate da una varietà di ambienti e di paesaggi, habitat di animali e piante, che costituiscono la cosiddetta biodiversità, fondamentale per lo sviluppo sostenibile delle aree agricole.

Nei primi anni dell’accordo, gli agricoltori sono stati incoraggiati a utilizzare macchinari moderni e tecniche nuove, come i fertilizzanti e i prodotti agrochimici per la difesa dei raccolti. La priorità, all’epoca, era di incrementare le quantità di cibo prodotte.

Oggi, invece, che da diversi anni vi sono eccedenze alimentari, la PAC supporta gli agricoltori per :

  • l’adozione di pratiche che riducano le emissioni di gas “effetto serra”;
  • l’utilizzo di tecniche rispettose dell’ambiente;
  • il rispetto delle norme in tema di sanità pubblica e ambiente;
  • la produzione e commercializzazione delle specialità alimentari autoctone;
  • l’utilizzo più produttivo di foreste e aree boschive;
  • lo sviluppo di nuove modalità d’uso dei prodotti agricoli, in cosmetica, medicina e artigianato.

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